US Breno

STORIA


L’Unione Sportiva Breno venne fondata nel 1946 sulle ceneri di un preesistente sodalizio amatoriale che aveva avviato la pratica del football sin dai primi anni venti.

La Società prese avvio grazie a un duo di appassionati industriali, Filippo Tassara e l’Avv. Giovanni Gheza che, di fatto fondarono la Società con la collaborazione di un manipolo di volontari, il Segretario Italo Bardi, Lino Bianchi, funzionario del Comune di Breno, e Andrea Palamini, uomo di fiducia del Sig. Filippo.

Da una prima squadra sperimentale locale, quale fu quella dell’avvio, allorché fu gran nocchiero proprio l’Avv. Gheza, si passò gradualmente ad una formazione sempre più competitiva, quando assunse direttamente il timone l’indimenticato Filippo Tassara, che fu alla guida della Società fino alla morte.

Un crescendo di successi nella cosiddetta propaganda, in promozione, in ogni serie e categorie, e a vestire la casacca granata si alternarono atleti di prestigio, da Mimi Colosio (poi professionista al Genoa e alla Lucchese) a Gualtiero Testoni, ai due Toniolo, alla “rondinella” Bonaiti, a Treccani, Corani, Pavia, Baiguini, Tresoldi, Bulla ala mancina di grandissimi mezzi, che nel Breno concluse la sua carriera, come altri del resto, perché la società camuna, che aveva alle spalle Filippo Tassara, ligure trapiantato in Valle, imprenditore abilissimo e gran signore era in grado di offrire lavoro in tempo di disoccupazione rabbiosa.

Il Breno fu capace negli anni a seguire di mettere su ottime squadre, fondendo “importati” e locali anche se, ad un certo momento, non ebbe più senso parlare di importati se non per l’origine perché diversi di essi (Treccani, Testoni, Bulla, Corani, Pavia), per citarne alcuni, divennero brenesi in tutto e per tutto, per lavoro, domicilio e legami familiari.

La Società granata infatti, nel limite del possibile, si preoccupò sempre di risolvere problemi che con il gioco del calcio c’entravano solo di straforo e che ben altra incidenza avevano nella vita delle persone: ed è un dato che va giustamente sottolineato.

     

La squadra partecipò inizialmente solo a campionati locali ma, in soli due anni arrivò alla promozione (il primo abbozzo di serie D). Nel 1949-1950 arrivò molto vicino alla promozione in serie C, classificandosi seconda dietro alla vincitrice Lecco.

Fu in quell’epoca, a cavallo degli anni cinquanta, che la squadra granata, militante in Prima Categoria, venne addirittura definita dalla Gazzetta dello Sport il “Piccolo Torino”, con quei dieci successi consecutivi che ne procurarono il passaggio in Promozione.

Del vecchio stadio d’anteguerra, sito nelle adiacenze della ex Caserma della Guardia di Finanza, le gesta dei granata si rinnovarono al “Tassara”, intitolato successivamente a “Carlo e Filippo Tassara”, costruito grazie al generoso mecenatismo della Famiglia Tassara e inaugurato nel 1951 con una manifestazione di atletica leggera di alto livello, alla quale presero parte nientemeno che l’olimpionico Adolfo Consolini, Alessandro Calvesi e Gabre Gabric.

Negli anni dal 1950 al 1970 le testimonianze raccolte sono purtroppo frammentarie ed è estremamente arduo ricostruire tutti i successi e le vicende societarie di questo ventennio.

Vi sarebbero da citare tanti nomi di dirigenti e giocatori, nonché tante vittorie, ma il rischio di escludere qualcuno è forte ed allora nomineremo cronologicamente solo i Presidenti: il duo Gheza-Tassara innanzitutto, e dopo Italo Bardi si succedettero il dott. Teoldi, De Martino, Severino Ronchi, Tonino Taranto, Raffaele Grosso e poi i tre che diedero una forte scossa alla ricostruzione: Federico Tassara, Bruno Balada, Romano Gelmini.

Dal 1968 al 1974 l’attività fu di fatto sospesa ed a Breno, in questo periodo, non si parlò di calcio ufficiale.

Poi, grazie soprattutto ad Arturo Ballerini, Raffele Grosso, Carlo Treccani e Gualtiero Testoni la Società venne rifondata e la squadra ricominciò praticamente dall’inizio, dalla Terza Categoria.











In un paio di stagioni, erano gli anni di Pelucchetti, Damiolini, Fontana, i vari Salvetti (Joe, Toni, Giacomo), dei fratelli Rizza e dell’allenatore Jerry Fiorini, i granata risalirono in Seconda Categoria, dopo tre campionati (sulla panchina sedette Beppe Nicoli) il Breno approdò alla Prima. Una permanenza di tre anni e poi, nella stagione 1982-1983, dopo una schiacciante vittoria con “Edo Conti” alla guida, il gran salto nell’olimpo del calcio provinciale: la Promozione.

Questa promozione ha permesso al Breno di poter finalmente rivivere, dopo vent’anni, il derby con i cugini rivali del Darfo.

Questo derby, disputatosi a Breno nell’ottobre 1983 (gara di andata) ha dato luogo ad uno spettacolo al “Tassara” di quelli che, definire entusiasmante è dir poco.

Spalti gremitissimi ma, al di la del tifo caldissimo e degli sfottò levapelle, non si è vista una mano alzata, una spinta, una minaccia ed è questo che in primis fa onore al Breno e alla Valle, che garantisce di un livello di civiltà e di crescita sociale, umana e culturale raramente riscontrabile.

Da ricordare una simpatica iniziativa messa in atto dai super tifosi granata del club “Arturo Ballerini” che, prima del derby, avevano distribuito un volantino di saluti agli sportivi darfensi venuti al “Tassara”: “Ritorna gradito, dopo quasi vent’anni, lo scontro calcistico che, superato il “campanile”, interessa l’intera Vallecamonica, grande giorno di sport! In campo e sugli spalti gremiti, un solo vincitore: lo “Sport” “

Il derby finì con la vittoria del Breno per 1 a 0 (rete di Meli) e vale la pena ricordare la formazione schierata: Gheza, Giorgi, Martinelli, Meli, Cominelli, Zinetti, F. Ducoli, Stofler, Caretta, Putelli (Bertocchi dal 68’), C. Ducoli. Allenatore Edo Conti, Direttore Sportivo Gianni Reghenzani.

Gli anni d’oro culminarono con la stagione 1989-1990 quando il Breno vinse il campionato di Promozione e la Coppa Italia Dilettanti (Presidenti Franzoni-Putelli, allenatore Eugenio Mismetti), riuscendo così a realizzare una storica doppietta ed a ottenere una grande promozione in serie D.

  


La vittoria in coppa arrivò nella finale di Maratea, in cui il Breno superò in semifinale il Leffe e in finale la più quotata Pistoiese (Interregionale).

Il Breno batté la Pistoiese per 4 a 3 (dopo i calci di rigore) con la seguente formazione: Romano, Crescini, Speziari, Barcella (Salvetti dal 110’), Nova, Serioli, Meli, Girelli, Perico (Bertocchi dal 80’), Scotti, Treccani.

La stagione 1990-1991 vide il Breno esibirsi da protagonista nel campionato Interregionale (Presidente Albini, Allenatore Guido Settembrino), contribuendo, assieme al Darfo Boario, a mantenere alti i colori del calcio camuno e di quello bresciano (nello stesso girone arrivò secondo il Lumezzane) e ottenendo un importante sesto posto finale.

Tuttavia la gioia durò poco e l’anno successivo, nel 1992, la squadra arrivò ultima retrocedendo in Eccellenza.

Dal 1992 al 1995 giocò in Eccellenza, poi in Promozione (1995-1996). Gli anni successivi furono molto duri (retrocesse in Terza Categoria ma fu ripescato), nel 2000 la squadra venne rifondata nuovamente col nome di Unione Sportiva Breno Vallecamonica, poi mutato in Unione Sportiva Brenese e, da ultimo, Associazione Sportiva Dilettantistica Breno.

Dopo una risalita in Prima Categoria nella stagione 2007, dovuta ad un ripescaggio a seguito della rinuncia del Centrolago, conobbe altri problemi societari e, con un terz'ultimo posto, la squadra retrocesse in Seconda Categoria, dove ha militato nella stagione 2007-2008. Al termine del campionato ha vinto i play off (2-0 e 4-1 contro il Borromeo, formazione milanese) ritornando in Prima Categoria.

Il 25 giugno 2012, salvatasi in Prima Categoria battendo con un doppio 3-0 il Palosco ai play out, cessò la sua attività cedendo il titolo sportivo attraverso una fusione con il Maclodio rimanendo inattiva con la prima squadra per la stagione 2012-2013.

Anche qui elencheremo i Presidenti succedutisi in questo periodo: Gelmini V., Bonomelli, Bianchi, Bonomelli F., Romelli, Milesi, Ghilardi, Giacomelli.

Nell'estate 2013 venne rifondata la Società, con il nome di ASD Breno Futura, grazie al contributo di alcuni appassionati imprenditori brenesi, dell'Amministrazione Comunale e soprattutto della Fondazione Tassara.

Assume la Presidenza il rag. Mario Cocchi e il Breno nel 2013-2014 (Allenatore Paolo Treccani) raggiunge il 12° posto nel girone A provinciale di Terza Categoria.

Nella stagione 2014-2015 (Allenatore Gianpaolo Bellesi) si classifica al 4° posto nel girone A provinciale di Terza Categoria. Accede ai play-off ma viene eliminato al primo turno.

Nel 2015 il Presidente Cocchi da un forte impulso alla riorganizzazione della Società.

Acquisisce il diritto a disputare il campionato di Prima Categoria e col nome di Futura Breno parteciperà a tale campionato nella stagione 2015-2016.

Il Presidente vuole porre soprattutto le basi per un futuro che si spera darà grandi soddisfazioni a questo sodalizio ricco di storia e di tradizioni, in continuità con il solco tracciato dal compianto e mai dimenticato Filippo Tassara.